Inquinamento Acqua i Rimedi: Se il Ghiacciaio Sparisce

360 giorni ago by
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L'inquinamento dell'acqua è una delle problematiche maggiori dei nostri tempi ed i rimedi dell'inquinamento del'acque sotterranee ma anceh delle acque superficiali non è così semplici. Inoltre negli ultimi decenni a cuasa del riscaldamento climatico i ghiacciai che sono la fonte principale del ciclo dell'acqua ma anche dell'acqua che noi beviamo dalle fonti , si stanno sciogliendo ed il ciclo dell'acqua è sempre più a rischio per milioni di persone. I ghiacciai hanno perso così tanta acqua che se raccolta potrebbe riempire illago Erie giusto per avere dei dati visuali per renderci conto dell'impatto ambientale che potrebbe avere l'inquinamento dell'acqua se non cerchiamo dei rimedi.

La Groenlandia è il secondo più grande contenitore di acqua non inquinata al mondo, essa è infatti diventata un laboratorio per gli scienziati che si occupano dellagestione dell'acqua e dell'inquinamento dell'acqua in generale. I nuovi studi hanno evidenziato che il ghiaccio che si sta sciogliendo rispetto alla neve o grandine che si devosita durante la stagione invernale negli stessi luoghi è sbilanciata portando ad una perdita ogni anno di milioni di litri di acqua che viene dispersa nell'oceano. La perdita si aggira intorno a 300 miliardi di tonnellate. Alcuni ghiacciai invece contro ogni ipotesi hanno acquistato spessore rivela uno studio del Byrd Polar research Center dell'Ohio State University.

Con l'utilizzo di satelliti meteo e satelliti a infrarossi della NASA i ricercatori stanno collezionando dati degli ultimi 10 anni sull'evoluzione dei ghiacciai della Groenlandia e quindi sviluppare teorie sui possibili rimedi dell'inquinamento dell'acqua. Sarà importante monitorare non solo l'estensione dei ghiacciai della Groenlandia ma anche dei nostri ghiacciai che forniscono l'acqua destinata all'uso quotidiano se l'inquinamento dell'acqua delle falde acquifere aumenta i ghiacciai saranno la sola fonte di salvezza.

Lo studio è stato effettuato dal Ohio State Byrd Polar research Center e Ian Jouglin dell'Università diWashington, in collaborazione con MIchael Van Den Broeke e Jan Lenaerts dell'Università Olandese.

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