Il Binge Drinking in Italia – Ubriacarsi è Cool

382 giorni ago by

Il Binge Drinking in Italia rappresenta una nuova cultura dell'alcol tra i giovani. Il fenomeno del bere per ubriacarsi, preso in esame dagli studiosi, inizia a diventare oggetto di provvedimenti. In Italia diversi enti pubblici si sono occupati del problema, per cercare di prevenire soprattutto gli incidenti stradali del sabato sera, strettamente collegati all'abuso di alcol. Lo stato delle cose? Decisamente catastrofico. Ogni anno in Italia circa 25000 decessi sono associati all'alcol. La stima della mortalità collegata all'uso e all'abuso di alcol prodotta nell'ambito internazionale sotto l'egida dell'OMS e realizzata in Italia in collaborazione con il centro OMS per la ricerca sull'alcol dell'Istituto Superiore di Sanità, parla di un tasso di mortalità di 35 decessi ogni 100.000 abitanti per gli uomini, e di 8,4 decessi ogni 100.000 abitanti per le donne. A questi decessi bisogna purtroppo aggiungere la quota riferita ai giovani (circa 2000 quella per gli incidenti stradali, che rappresenta la prima causa di morte per i ragazzi in Italia). L'alcol è anche un fattore diretto associato con la comparsa di numerose malattie: cancro, malattie cardiovascolari e digestive. La cirrosi epatica, per esempio, per la quale circa il 45% dei casi è da attribuire all'alcol (cirrosi epatica alcolica), oppure i tumori maligni (il 5,31% di tutti i tumori maligni maschili e il 3,01% di quelli femminili). E' coinvolto, infine, nella comparsa di alcune turbe mentali e nello scatenamento della violenza. Si impone quindi un cambio di rotta.

IL BINGE DRINKING IN ITALIA: CHE COS'E'?

Il termine, molto usato in Inghilterra, è stato ripreso dagli scienziati che studiano il comportamento dei giovani nei confronti dell'alcol. Il binge drinking è il bere allo scopo di ubriacarsi, consumando quantità eccessive di alcol in un'unica serata; sono le grandi sbronze tra amici o da soli, più o meno regolari, che includono almeno cinque bicchieri per i maschi e quattro per le femmine, e in un'unica soluzione. Il fenomeno fino a qualche anno fa era presente soprattutto nei paesi del Nord Europa, mentro ora si sta radicando anche tra i giovani italiani. Lo ha rivelato il rapporto ISTAT "L'uso e abuso di alcol in Italia" (dati riferiti al febbraio 2007). Secondo questo rapporto, il 68,2% degli italiani di 11 anni e più (cioè quasi 36 milioni di persone) ha dichiarato di aver consumato una o più bevande alcoliche nel corso dell'anno. A livello geografico il consumo è più diffuso nelle regioni del nord-est, mentre a livello di genere, c'è una forte differenza: bevono alcolici l'81% degli uomini contro il 56,3% delle donne. Pur rimanendo moderato il consumo di alcol in confronto ad altri paesi europei, l'8% della popolazione italiana ha dichiarato di essersi ubriacato almeno una volta nell'ultimo anno, anche se la percentuale è in aumento rispetto agli anni precedenti. Il bere per ubriacarsi è un fenomeno che caratterizza prevalentemente i giovani, fra i quali è diffusa la cultrua dello sballo: il rapporto ha, infatti, registrato un picco nelle fasce di età 20-24 anni (17,2%) e 25-29 anni (15.5%), in entrambi i casi con una netta prevalenza nei maschi. Il binge drinking è diffuso soprattutto nell'Italia del nord-est. Secondo i ricercatori dell'ISTAT quindi, si evidenzia un consumo dell'alcol in generale e in particolare nei giovani, slegato dal pasto ma connesso invece ai modelli di socializzazione: il bere diventa uno strumento con il quale dar vita all'omologazione al gruppo.

L'ALCOL, UNA DROGA COME LE ALTRE

I primi segnali li vediamo nella vita di tutti i giorni: un atteggiamento cupo e irritabile dopo le feste tra i compagni, le bottiglie di alcol in giro per la stanza, fasi depressive e calo del rendimento scolastico. In questi casi l'alcolismo è già insediato. Intervenire nel modo giusto vuole dire misurare le parole e stabilire un rapporto di fiducia. Durante l'adolescenza non è poi raro bere alcol, una sorta di rito di passaggio verso l'età adulta per acquisire una propria individualità attraverso delle esperienze personali. Oltre il malessere collegato all'adolescenza, i problemi arrivano quando si tratta di mascherare ansia, problemi personali o familiari. Da qui l'importanza del corpo insegnante e della loro opera di vigilanza, dei genitori, del medico di famiglia o dei centri giovanili. Parallelamente, cannabis e cocaina sono spesso menzionate tra le altre sostanze assunte contemporaneamente all'alcol, per non parlare del tabacco. La moltiplicazione dei prodotti moltiplica anche i pericoli. Tutti insieme, gli effetti di questi prodotti possono essere amplificati e causare rischi ancora maggiori per la salute. Un ulteriore campanello d'allarme: gli effetti sulla vita sociale sono facili da individuare. Ciò merita una discussione a parte...

ADDIO STILE MEDITERRANEO

Meno del 50% dei maschi adulti italiani beve secondo lo stile mediterraneo, "salvato" invece dalle donne e dagli anziani. Il bere lontano dai pasti e secondo criteri di moderazione sembra così essere diventato un tratto culturale che caratterizza il comportamento maschile in generale e non solo le nuove generazioni. I produttori di alcol inoltre non mancano certo di inventiva per attirare i giovani clienti e soprattutto per assicurarsene la fedeltà. Così pure i cocktail serviti nei bar e nelle discoteche, spesso molto zuccherati e a base di frutta, ma che nascondono sempre una buona dose di alcol. Anche le birre definite analcoliche contengono comunque una quantità minima di alcol. E così, anche quegli adolescenti che non desiderano bere alcol vengono sensibilizzati, con un effetto molto leggero, mentre quelli che vogliono smettere hanno una ricaduta. La sfera conviviale e festosa dell'alcol è innegabile: feste di famiglia un esame passato con successo, compleanni...sono tutte occasioni per bere. In più, è vero che la vendita di alcol è proibita al di sotto dei 16 anni, ma è anche vero che la legge non viene sempre rispettata. Tanto nei bar quanto nei locali si distribuiscono bicchieri a chiunque e questo contribuisce ad aggravare il fenomeno del binge drinking in Italia.

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