Allergie Professionali – Quali i Rischi Quali i Diritti

395 giorni ago by

Se non è ancora stato provato che esiste  un'allergia al lavoro in generale, tuttavia le allergie professionali non sono affatto rare e diventano rapidamente problematiche. Sono circa 280, a livello mondiale, le sostanze legate al mondo del lavoro in grado di scatenare un'allergia. Un flagello in continuo aumento, che non si ferma di fronte alla porta chiusa del nostro ufficio. I numeri che riguardano le allergie professionali non sono ancora ben chiari ed è difficile avere dei dati epidemiologici precisi. La più conosciuta da tempo è quella da farine di cereali (che affligge i panificatori), tra le più recenti l'allergia al lattice e l'allergia ai prodotti in gomma. Molti dipendenti, spesso, decidono di tacere per paura di perdere il posto di lavoro. Il riconoscimento di una malattia professionale è molto spesso lungo e complicato, tuttavia resta necessario per far valere i propri diritti ed uscire da questo vicolo cieco. Senza il trattamento e l'allontanamento dagli allergeni responsabili, l'asma può diventare una malattia cronica ed invalidante ed un eczema divenire ricorrente. Meglio agire che continuare a subire.

SEGNALI CHE NON INGANNANO

Molto spesso i sintomi sono di tipo cutaneo, respiratorio oppure oculare. "L'esposizione all'agente sensibilizzante provoca una reazione allergica che si manifesta attraverso un eczema o un'orticaria, quando c'è contatto diretto con la pelle" ci spiega il dottor Lorenzo Bettoni, allergologo presso l'ospedale di Manerbio (Brescia). "Le esalazioni di prodotti allergizzanti causano un'irritazione degli occhi che sfocia in congiuntivite allergica, oltre a problemi respiratori continui come l'asma e le riniti". Le riniti si presentano come un'irritazione delle mucose. Il naso prude e cola e si ha la sgradevole sensazione di avere un raffreddore cronico. Spesso la rinite è accompagnata dalla congiuntivite, che si riconosce dagli occhi rossi e lacrimanti, che bruciano come se vi fosse entrato un granello di sabbia. Gli agenti allergizzanti possono anche causare un'irritazione delle vie repiratorie e generare un'infiammazione ai bronchi, la quale può evolvere in crisi asmatica. La respirazione diventa sibilante e possono comparire degli accessi di tosse. Le reazioni cutanee allergiche si manifestano prevalentemente sotto forma di eczema, con comparsa di rossori sulla pelle. Questi sono accompagnati da piccole vescicole intensamente pruriginose o da orticaria, un'erezione di placche rosse simili a punture di ortica. La difficoltà non sta nella diagnosi bensì nel trovare l'origine dei sintomi. Inizia una caccia agli indizi per scovare le tracce dell'allergene responsabile di questi mali, tanto più che a partire dall'ambito lavorativo i sintomi possono essere accentuati dall'inquinamento presente tra le mura di casa o da quello ambientale.

I SETTORI A RISCHIO

L'ambiente professionale non sempre è privo di rischi per la salute. Alcuni settori sono più a rischio di altri. I prodotti sensibilizzanti possono essere fortemente allergizzanti (una minima esposizione basta per dare vita ad una reazione allergica) o debolmente allergizzanti (la durata dell'esposizione necessaria a produrre allergia è maggiore). I principali agenti allergizzanti si trovano nell'ambito lavorativo dei parrucchieri , dove i prodotti usati per la colorazione e la permanente si sono rivelati ricchi di persolfati altamente reattivi. Anche il settore dedlla sanità è a rischio: alcuni disinfettanti e detergenti destinati alla pulizia del materiale medico sono degli allergizzanti. Alimentazione, ristorazione e agricoltura sono egualmente toccati da allergie professionali (allergia alla farina per i panettieri, ai pesticidi per gli agricoltori, ai fumi di cottura per i cuochi...). I settori delle costruzioni, della chimica, della metallurgia, della meccanica e quello del legname - in cui si fa ricorso a molti prodotti chimici - sono altri ambiti a rischio.

I TRATTAMENTI PER L'ALLERGIA

Prioritario, nella cura di un'allergia, è l'allontanamento dell'allergene. Ed è qui il nocciolo del problema. Come fare per non essere più esposti agli allergeni responsabili?

  • Per dare sollievo ai sintomi non resta che ricorrere agli antistaminici. Sono efficaci in caso di riniti e orticaria, limitando l'effetto dell'istamina responsabile, nelle reazioni allergiche, del prurito e dell'infiammazione.
  • La desensibilizzazione, detta anche immunoterapia desensibilizzante, può essere un altro rimedio da prendere in considerazione. Peccato che agisca solo su alcuni allergeni e che il trattamento sia lungo (da tre a cinque anni). La desensibilizzazione abitua l'organismo a tollerare gli allergeni in questione attraverso un assorbimento progressivo e regolare degli agenti sensibilizzanti, per iniezione, o per via sublinguale, meno dolorosa e più efficace.
  • Il prurito causato dall'eczema può essere attenuato grazie a pomate a base di corticosteroidi.
  • L'asma necessita di una terapia d'urto per mezzo di un borncodilatatore che permetta appunto di dilatare i brochi migliorando la ventilazione. Un trattamento di base può rivelarsi utile per poter controllare questa malattia.

TRA REALIZZAZIONE PROFESSIONALE E PREVENZIONE

Una volta certificata l'allergia professionale deve essere messa in atto un'opera di prevenzione efficace che sollevi il personale dal rischio di esposizione all'agente sensibilizzante. Nel codice dei lavoratori si afferma che il datore di lavoro ha l'obbligo di garantire la sicurezza dei propri impiegati. Ha dunque il dovere di evitare i rischi professionali e di prendere le misure opportune per riorganizzare il lavoro e promuovere la tutela individuale. Per far ciò può fare riferimento al medico del lavoro al fine di trovare una soluzione duratura per l'impiegato affetto da allergia professionale. La prevenzione inizia col sottrarre la persona allergica agli agenti sensibilizzanti. Talvolta ciò implica una revisione delle sue attività professionali.

Se ce n'è la possibilità è fondamentale, per il soggetto, cambiare occupazione. Ma cosa fare quando le piccole imprese, in mancanza della disponibilità ad offrire un ruolo diverso, non possono provvedere a riorganizzare lo spazio lavorativo? Molto spesso un'allergia professionale si manifesta svariati anni dopo l'inizio dell'attività e ciò rende la riconversione difficoltosa. Se siete panettieri e vi scoprite allergici alla farina, sarà difficile eliminare l'agente sensibilizzante senza dover cambiare lavoro...

Queste alcune delucidazioni riguardo alle allergie professionali.

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